7 mag 2021

E basta con le cazzate contro il self publishing!



Ci sono momenti in cui anche al più calmo dei revisori girano le palle, e questo è uno di quei momenti.
L’immagine che vedete sotto me l’ha inviata un’autrice con la quale collaboro, dopo una discussione su un social nel quale la signora E. A. l’ha esplicitamente sbattuta fuori da un gruppo perché “l’editoria è una cosa e il self un’altra”.
Esatto, avete letto e compreso bene.
Di nuovo la solita stronzata, ovvero il self non è editoria.
E cos’è allora, pulirsi il sedere con un cactus per caso?

Adesso, se E. A. è così stupida da aver puntato sull’editoria noeap in un periodo in cui solo il self dà grandi soddisfazioni per un sacco di motivi (praticità, trasparenza, guadagni puliti, pubblicazioni digitali…) il problema è suo, non mi piace che però come tanti altri cretini che non sanno cosa dire spari certe cazzate solo per il gusto di denigrare chi lavora nel campo del self publishing.

Ma cos’è il self publishing?
È la pubblicazione di un’opera editoriale da parte dell'autore che diventa editore di se stesso appoggiandosi a una piattaforma editoriale che guadagna attraverso le royalties e alcuni servizi offerti a pagamento.
Si distingue sia dall’editoria classica e da quella noeap anche perché l’autore si incarica di seguire tutte le fasi della realizzazione dell'opera, avvalendosi eventualmente di qualche figura professionale esterna (o interna alla piattaforma di pubblicazione).

Il self publishing è quindi editoria.
Mi sembra talmente tanto chiaro che solo un deficiente continuerebbe a negarlo.



Per concludere, vi elenco una serie di motivi per cui l’editoria self è destinata a surclassare l’editoria classica e quella noeap:

1-Il libro cartaceo è in netto declino rispetto a quello digitale. Sempre più lettori passeranno dalla stampa al digitale per la lettura dei loro libri: costa meno, si sceglie e si compra con maggiore facilità, offre minore ingombro fisico e quindi maggiore portabilità.

2-Le librerie tradizionali stanno lentamente scomparendo. 
Già molte delle piccole librerie esistenti sono state costrette a chiudere o a reinterpretarsi variando l’offerta, affiancando ai libri prodotti e gadgets di ogni tipo, oppure aggiungendo angoli bar, cioccolaterie, mostre, e quant’altro.

3-La percezione del marchio editoriale avrà sempre minore importanza agli occhi degli scrittori. 
 Gli editori finora non sono stati altro che il collante tra chi scrive, chi stampa e chi distribuisce il cartaceo nelle librerie. Riducendosi drasticamente la distribuzione del libro di carta, verranno meno i poteri legati al marchio editoriale.

4-Gli autori indipendenti hanno imparato a pubblicare come professionisti. La qualità delle pubblicazioni del self publishing negli ultimi anni è migliorata sensibilmente. Gli scrittori stanno acquisendo sempre maggiore competenza nella preparazione dei loro libri e sapranno sempre meglio servire e compiacere il lettore. I loro libri non risentiranno più, per quanto riguarda la professionalità del prodotto, della competizione con le case editrici, e in più offriranno prezzi sempre più bassi.

5-Il self publishing comincia a non essere più considerato come editoria di serie B. Gli stessi autori iniziano a porsi con maggiore orgoglio e professionalità guadagnandosi il rispetto dei lettori. 
Non si sentono più esclusi dal giro della grande editoria, ma tengono conferenze e si muovono nell’ambiente editoriale come veri professionisti. Autori già affermati sempre più spesso decidono di affidare al self publishing la versione digitale di libri già pubblicati con un editore.

6-Il numero degli ebook autopubblicati esploderà. Man mano che il self publishing acquisirà credibilità, gli scrittori saranno sempre più consapevoli delle sue potenzialità. 
Sempre più autori si affideranno al self publishing per le loro opere, che probabilmente non vedranno mai la luce in formato cartaceo.

7-Gli autori indipendenti di successo guideranno i nuovi autori. I nuovi scrittori si faranno coraggio e si faranno guidare da autori indipendenti di successo, che condivideranno con loro i propri segreti. 
Andrà così a incrementarsi la collettività di scrittori che aiutano scrittori.

8-Gli scrittori scopriranno la gioia del self publishing. Da sempre scrittori e editori sembrano venire da pianeti diversi e parlare lingue diverse. 
Finalmente gli scrittori proveranno il piacere di non dover affrontare il punto di vista miope e convenzionale dell’editore incentrato su questioni commerciali. Hanno il totale controllo creativo delle loro opere, le approntano e distribuiscono in tempi più rapidi, mantengono la proprietà di tutte le pubblicazioni future, possono sempre aggiornare e migliorare il loro libro che non risulterà mai esaurito. 
Hanno quindi la libertà di servire al meglio i propri lettori. Ciliegina sulla torta: gli autori guadagneranno 4 o 5 volte quello che guadagnerebbero tramite un editore.

9-Al lettore non servirà più il marchio editoriale per stabilire il valore di un autore. 
Gli autori indipendenti stanno imparando a farsi da soli il proprio marchio. 
Attraverso il prezzo ridotto se non addirittura la gratuità dei loro libri, raggiungeranno la notorietà più velocemente che con l’aiuto degli editori.

10-Si sta aprendo una frattura tra autori e editori. Gli scrittori sono affamati. 
E cominciano a non accettare più i rifiuti delle case editrici. Fanno sentire la propria voce chiedendo royalties più alte, maggiore trasparenza contrattuale, più frequenti report delle vendite, maggiore controllo sul prodotto finale (su copertina e allestimento del libro), esigono maggiore attività di marketing post-pubblicazione. 
È nato uno spirito corporativo che pone gli scrittori contro gli editori che sfruttano la vanità dell’autore per imporre prezzi più alti ai servizi che offrono. Tutto questo ha danneggiato l’immagine dell’editore, nella cui lealtà e buona volontà non si crede più. Se gli editori non saranno in grado di colmare questa frattura, i nuovi autori diminuiranno e i vecchi diserteranno.