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Ti sento



 
TITOLO: Ti sento
AUTORE: Luisa D.
GENERE: M/M
PREZZO: 7,80 euro
PREZZO EBOOK: 2,99 euro
CASA EDITRICE: Amazon

TRAMA
Un antico proverbio dice: “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.”
Kole veramente non può sentire. Sordo dalla nascita ha dovuto affrontare tutte le difficoltà che il suo stato lo ha obbligato a subire.
Ci sono persone, però, con le quali le parole non sono necessarie, che si sentono nel silenzio delle emozioni e dei sentimenti.
Un viaggio alla riscoperta della fiducia in se stessi e dell’amore attraverso gli stati d’animo di Kole e Murphy.

RECENSIONE
Devo smetterla di seguire i consigli della mia amica Mizzy (quella che va suonata per I love shopping) e leggere un libro quando me lo consiglia.
Anche se grazie a lei ho provato nuovi, inquietanti brividi di terrore e per questo motivo credo che recensirò altre opere di questa scrittrice: l’orrore mi ha sempre appassionato.
Luisa D. è un’autrice particolarmente prolifica nel genere M/M che in pochi anni ha prodotto tanto, ma tanto, davvero tanto... tanto, se non l’ho già scritto.
Spazia da lupi a vampiri a cowboys fino a giungere ai sordomuti come Kole, il protagonista di questo libro assieme a Murphy.
Libro scritto con “la tecnica dei pov” (pov è l’equivalente inglese di “punto di vista”) che io amo definire la tecnica di chi ha poco da dire: si prende la stessa scena (esempio: cade un bicchiere) e la si ripete dal punto di vista prima di un protagonista e poi dell’altro cercando in qualche modo di portare avanti la storia.
Gli argomenti trattati sono di forte impatto emotivo, questo bisogna ammetterlo: disabilità, omofobia e violenza domestica.
La scrittura però l'ho trovata poco coinvolgente, ho fatto fatica ad immedesimarmi emotivamente nei protagonisti perché tutto è affrettato e mal spiegato. Sembra di leggere un resoconto e non un libro.
Non parliamo poi di Kole: sordomuto dalla nascita significa che una persona non sente e non parla della nascita, appunto. L'autrice dovrebbe spiegare come mai Kole avverte la voce di Murphy, dandogli per giunta le spalle, e balla in discoteca (birreria, pub, bar, discoteca... quel locale si trasforma in qualcosa di diverso ogni due pagine!) seguendo il ritmo della musica. Non le vibrazioni, il ritmo.
In più parla. Un sordomuto udente e parlante, un miracolato!
Errori e refusi ne ho trovati a profusione, al punto che vorrei riconoscere a Luisa D. un merito: la scoperta della frontiera dell’oltreignoranza, dal momento che definirla ignorante è troppo riduttivo.

“Eppure con gli anni ho imparato a parlare bene. A volte balbetto, altre mi devo fermare per prendere un profondo respiro, ma tutto sommato mi esprimo benissimo.” (ed è sordomuto dalla nascita!)

GIUDIZIO
Da evitare come la peste!

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